Caucaso, opportunità di business per meccanica, mobile e turismo

Il console Lodigiani: “Mercato in crescita da approcciare correttamente”

Ritrovata stabilità politica e successo delle misure di consolidamento macroeconomico fanno dell’area del Caucaso un mercato a elevato potenziale di crescita, dove già operano con successo alcuni importanti aziende delle Marche e capace di attrarre anche imprese di più piccola dimensione.
E’ lo scenario che è stato presentato oggi a decine di imprenditori marchigiani, che hanno partecipato a un’iniziativa della camera di commercio di Pesaro e Urbino dedicata alle opportunità di business nelle regioni della Russia del Sud (Daghastan, Inguscezia, Cabardino-Balcaria, Karacaj-Circassia, Ossezia Settentrionale-Alania, territorio di Stavropol e Cecenia).

“Si tratta di un’area ampia e con una centralità geografica – ha spiegato Paolo Lodigiani, console generale onorario d’Italia nel distretto Federale del Caucaso –, che impone anche una centralità infrastrutturale: un posizionamento ideale per attrarre imprese di diversi settori, non solo nei comparti a medio-alta tecnologia, ma anche del manifatturiero, dei servizi e in particolare il turismo, dell’agroalimentare e di tutti quelli direttamente collegati alla logistica”.

C’è però una condizione chiara perché le prospettive di business possano diventare concrete: “utilizzare una metodologia corretta di approccio a quel mercato, sia a livello di istituzioni che di piccole medie imprese”.
“Se non si saprà gestire al meglio questo passaggio – ha aggiunto Lodigiani – il Caucaso e, più in generale, la Russia saranno appannaggio solo di grandi imprese  delocalizzate e con potenti strutture commerciali in loco o di trader di materie prime”.

Nel 2015 e 2016, l’export delle Marche verso la Russia è calato in modo significativo e persino superiore alla media italiana: il console, che è imprenditore e svolge un’attività di consulenza, si è detto convinto che “sanzioni dell’Ue e contro sanzioni di Putin abbiano influito solo parzialmente su questo processo”,  una tesi confortata dal fatto che “nel 2017 si registra una crescita dell’export italiano superiore al 30% nonostante nulla sia cambiato nel quadro sanzionatorio”.
“Le cause principali sono state la debolezza del prezzo del petrolio e la conseguente svalutazione del rublo – ha chiosato Lodigiani – e l’incapacità delle aziende Italiane nel cambiare la loro metodologia di approccio al mercato”.

“Le sanzioni economiche sono odiose e rappresentano un freno soprattutto alle imprese della nostra regione, con quelle pesaresi che nel 2016 hanno perso quote di mercato più dei loro diretti competitori – ha fatto notare il presidente della Camera di Commercio, Alberto Drudi –: è necessario uno sforzo comune, governo e istituzioni locali, per dare respiro al nostro sistema economico che da sempre ha avuto con la Federazione Russa rapporti commerciali floridi”.

Parlando dell’evento dedicato al Caucaso, Drudi ha spiegato che “il ruolo delle camere di commercio e, soprattutto, delle nuove aziende speciali che nascono con la riforma è proprio quello di aiutare gli imprenditori ad avere un metodo efficace”.

“Il Caucaso è un mercato con enormi potenzialità di crescita e, come tutta la Federazione Russa, ha saputo sviluppare il quadro sanzionatorio come elemento di sviluppo interno – ha aggiunto -. Abbiamo voluto fortemente questo focus per dare strumenti ai nostri imprenditori, a partire da quelli della meccanica e del mobile, che rappresentano i nostri settori di maggiore tradizione, senza dimenticare il turismo, che può attrarre una parte di quel flusso di 30 mila visti all’anno concessi ai cittadini di quell’area e che cresce al ritmo del 5%”.

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