2° appuntamento al Fossombrone Teatro Festival – Per non morire di mafia

“Per non morire di mafia”, con Sebastiano Lo Monaco, è il secondo appuntamento del Fossombrone Teatro Festival (martedì 18 luglio alle ore 21.30 in piazza Mazzini), la rassegna organizzata da Opera e sostenuta dalla Fondazione Monte di Pietà di Fossombrone, giunta alla sedicesima edizione. Il monologo è tratto dal libro scritto dall’ex procuratore nazionale antimafia e attuale presidente del Senato, Pietro Grasso.

L’attore rivela: “‘Per non morire di mafia’ ha una vita lunga, tanto che sono in programma repliche fino al 2018”. Alcuni critici lo definirono sin dalla nascita, nel 2010 al Festival di Spoleto, uno spettacolo destinato a diventare un classico. “Mi piace pensarlo in continuità con la tragedia greca – dice Lo Monaco – perché oggi è una tragedia siciliana. Una tragedia contemporanea, uno spaccato di 30 anni della nostra storia raccontato da un aedo: Piero Grasso”. “È lui che racconta la sua storia, ma senza sentirsi un eroe – aggiunge – pur avendo interpretato la vita come un missionario nella lotta alla criminalità organizzata”. Un racconto, quindi, “oggettivizzato dai fatti: la mafia è un fenomeno transnazionale, anzi forse oggi la Sicilia è una regione con meno influenza mafiosa perché la criminalità si è spostata dove ci sono i soldi”.

Qual è il suo rapporto con il Presidente Piero Grasso?

“Negli anni è diventata un’amicizia affettuosa. Prima mi sentivo un suo ammiratore, vedevo un faro in lui. Ci siamo conosciuti nel 2004 a Siracusa, quando inscenavo ‘Edipo Re’. Nacque amicizia fra uomini. Poi lessi il suo libro con commozione, gli chiesi i diritti per poterlo portare a teatro nel 2009”.

Come lo ha convinto?

Eravamo seduti vicini per caso a teatro a Siracusa, da spettatori. Lui ha mostrato molta resistenza, non è un narcisista. Ma ho insistito tanto finché ha ceduto. Alla prima di Spoleto, mi hanno riferito che gli è scesa una lacrima dopo aver visto lo spettacolo. Mi disse che non aveva mai immaginato di rivedere in scena tutta la sua storia umana, le emozioni, i dolori”.

E il rapporto professionale non si esaurisce con “Per non morire di mafia”…

“Subito dopo Natale lavorerò su un altro testo di Piero Grasso, ‘Dopo il silenzio’: lo metteremo in scena ad Agrigento assieme ad Elisabetta Pozzi, che interpreterà la moglie del Presidente, Maria Fedele: un’insegnante che ha portato un messaggio preciso tra i banchi anche ai figli dei mafiosi. Poi a Brescia per una settimana riporteremo ‘Per non morire di Mafia’ nel febbraio 2018”.

04 Sebastiano Lo Monaco-Per Non Morire di Mafia-foto di Margherita Mirabella
E poi?

“Riproporrò ‘Il berretto a sonagli’ di Pirandello”.

A sessant’anni, quali sono i suoi sogni e i suoi obiettivi?

“Mi piacerebbe che questi primi 40 anni di carriera possano avere un senso e venga riconosciuta la storia di un uomo che ha dedicato la vita al teatro come ricerca profonda del senso vero del teatro: la parola. Mi reputo un cultore della parola. Ho rinunciato alle lusinghe della popolarità più facile della tv. Ho sempre preferito il palcoscenico, anche se ho appena finito di girare una puntata da protagonista di Montalbano. Una grande famiglia: è stata un’esperienza superiore alle normali interpretazioni televisive per la dedizione dello staff a voler far emergere al meglio la personalità di attore”.

A Fossombrone è una piccola realtà con una lunga tradizione teatrale…

“Il pubblico è sempre importante. Come lo è stato a Parigi o Zurigo o Siracusa. Il pubblico è appassionato, attratto e colto”.

08 Sebastiano Lo Monaco-Per Non Morire di Mafia-foto di Margherita Mirabella

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